Lo Studio Zavagni, con sede a Roma, offre un puntuale servizio di consulenza e assistenza in materia, modulabile sulle esigenze di imprese di diverse dimensioni o appartenenti a settori differenti.


Consulenza privacy per aziende


Una corretta gestione della privacy è indispensabile per mettere al riparo le aziende dai rischi connessi con la mancata applicazione del GDPR. Nello stesso tempo, dotarsi di un adeguato sistema di trattamento dei dati, significa anche migliorare l’efficienza e l’affidabilità dell’impresa.

La legge, ovviamente, impone obblighi diversi a seconda delle dimensioni dell’attività e del settore in cui opera. Per questa ragione, le proposte di consulenza privacy dello Studio Zavagni sono modulate sulle esigenze del singolo cliente e non costruite come pacchetti standard.

I nostri servizi


  • Implementazione, controllo e revisione della struttura di gestione dei dati;
  • Creazione delle informative
  • Gestione dei registri
  • Tenuta delle approvazioni
  • Valutazioni d’impatto.

Il DPO – Data Protection Officer


Una delle novità più importanti introdotte dal GDPR è la centralità conferita alla figura del Data Protection Officer (DPO). È lui il supervisore di tutto ciò che riguarda la privacy all’interno di un’azienda. Spetta quindi al DPO:

  • dare informazioni sugli obblighi che derivano dal GDPR e dalle altre norme europee e italiane in materia di trattamento dei dati personali;
  • sorvegliare l’osservanza della normativa e delle politiche del Titolare e del Responsabile del trattamento;
  • fornire pareri in merito alla valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e sorvegliarne lo svolgimento;
  • cooperare con l’autorità di controllo;
  • fare da tramite con l’Autorità Garante per la Privacy.

Il Data Protection Officer può essere un dipendente dell’azienda oppure un consulente esterno. Questa seconda opzione, però, appare quella preferibile e più in linea con le logiche della normativa. Nel caso in cui il ruolo fosse ricoperto da un dipendente, infatti, sarebbe molto difficile realizzare in concreto quell’autonomia che la legge considera essenziale per il DPO e che sarebbe minata dall’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato.